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23 October 2007 @ 06:02 pm
Sapete, non ho idea del perché ho questo blog. Mi sono segnato per rispondere a feandil in modo che mi riconoscesse. Poi ho fatto il primo post. Ma il fatto è che io non sento nulla da scrivere.
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Mi stavo infatti chiedendo cosa scrivere sul blog. MI sono chiesto il perché dovrei scrivere qualcosa. Allora vado ad analogie: siccome adoro leggere feandil, potrei fare quello che fa lui, scrivere di come mi sento. Ed è qui il dilemma.
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"ho passato anni a scrivere le mie emozioni su fogli. Nei momenti più tristi, nei momenti dove avevo più bisogno di forza, nei momenti più riflessivi... ad essere obiettivi, sono momenti piuttosto diversi tra loro. Eppure in questi momenti, spesso, ho scritto. Ho scritto in maniera, lo ricordo con certezza, molto emotiva. Le emozioni filavano il tessuto della mia vita, anzi della mia esistenza, nel senso che non avrei saputo immaginare una vita senza di esse, e per questo ho dovuto ammettere che, per il modo in cui ho esplorato il funzionamento dell'universo, le emozioni si sono dimostrate la parte più importante, ricca e Vitale dell'esistenza di un essere umano."

È così, purtroppo. Nonostante ciò che provo adesso, dentro di me ricordo la scoperta, la deduzione, dell'importanza delle emozioni. Il modo in cui le ho vissute fino a qualche anno fa era al confronto di oggi un'esplosione, una inondazione continua, credo che oggi se tornasse alla mente la sensazione di un giorno qualsiasi di qulache anno fa, mi sentirei affogare, felicemente, affondare, perso nell'incapacità di contenere o solo di Comprendere coi miei limitati sensi mentali quello che starei provando.
Ma non sto parlando di emozioni così speciali, così superbe. No; ed è questo il mio problema. Il fatto che quelle erano semplicemente emozioni vere di un ragazzo idealista, dove l'ideale in questione era "non avere fede in nessun ideale, ma capire dai fatti che la Verità e la Sincerità sono l'inizio del benessere totale". È proprio questa idea così malsana agli occhi dei coglioni di oggi (e di ieri, e di sempre), coloro che non hanno la forza interiore di essere sinceri almeno con sé stessi, ogni giorno scoprire nuove menzogne, nuove vergogne, e affrontarle piano, senza colpevolizzarsi, Crescere. Crescere e diventare sempre più snceri con sé stessi. È proprio questa idea che oggi.... che oggi mi ha fatto rendere conto che sono, direi obiettivamente, ancora morto.

Ancora morto. Sto lottando per tornare a galla, per tornare a respirare l'aria che avevo inseguito per tutta l'infanzia, l'adolescenza, l'aria che rende felice un essere umano senza renderlo ignorante delle sue sfortune (è decisamente troppo brutto essere felici solo perché non si conoscono o si ignorano volutamente i problemi). Ma mentre la sogno, sto sotto. E non riesco, nonostante tutti i miei sforzi, nonostante sembri aver superato, o almeno la fase critica, il lungo periodo di depressione e rabbia e Mudvayne,
nonostante le parecchie fortune in ambito lavorativo che mi permettono un progetto a lungo termine che chiunque, alla mia età, ci sbaverebbe sopra (la foruna arride a chi si fa il giusto bucio di culo a cervello aperto, non certo a chi si trastulla con studi eterni, università fino a 25 anni senza capire a che cazzo serve quello che sta facendo, e poi lamenta perché il call-center gli dà 5 euro l'ora MA vuole un lavoro che non sia né muratore, né idraulico, tecnico, installatore, ecc.... ma guardate bene quello che fate, invece di iscrivervi a corsi inutili), nonostante tutto......

Nonostante tutto, sono vuoto. Mi sento vuoto.
Allora risorge la domandona: perché?
Il ricordo di una volta, mi spinge a pensare che questo blog sia un'occasione per tornare un po' di più alla vita. Quella vera. Quella che credo sia l'unica vita valida da vivere: la vita delle emozioni. (per carità, a chi già pensa che finirò drogato, perverso sessualmente, distorto nella mente: io non tolgo dalla lista delle emozioni la soddisfazione di quando fai un buon lavoro. Ahh, magari. È un'ottima emozione anche quella).
Io so che adoro leggere feandil perché, nonostante sia così nero, è così Vero, ed è così Emotivo. Ormai a me molte cose mi passano senza lasciare grande traccia. Non ho più la forza di accogliere le emozioni intorno a me, perché altrimenti dovrei accogliere anche la morte che è dentro di me, e non so se ne uscirei. Inoltre, non posso rovinare i "rapporti" al lavoro, i "rapporti" a casa dei miei (avessi almeno una casa mia..), non voglio perdere quei quattro gatti che si sono meritati la mia stima, quando ho pisciato tutti quei mezzi amici che non mi interessavano realmente. Ma forse, posso provare a rinascere piano piano, colorando di nero e soprattutto di Viola questo blog maledetto. Dev'essere per questo che non ho abbandonato l'idea, ma l'ho tenuta accantonata nei miei promemoria per mesi e mesi, quando pensavo a tutt'altro. Ho voluto crearmi un'altra occasione. Vediamo come va.


Comunque, non è tutto così grigio. Una cosa infatti la so. Tornerò in cima, costi quel che costi, ci volesse tutta la vita.

A Feandil e al mio amore Vale.
 
 
22 October 2007 @ 08:23 am
Sono appena tornato da un weekend di utile inutilità, tanto per ricaricarmi.
È come quando passo le giornate a stancarmi e a riposarmi e a stancarmi, e dopo essermi ancora riposato, sono distrutto: perché cazzo?!?, mi chiedo, ma è solo la domanda più ristretta possibile. La risposta necessita, ormai lo so, che il punto di vista si allarghi, espanda. La risposta infatti è "perché sto male, porcoddio" e il porco conferma lo stato d'animo pessimo. A questo punto, espandere il punto di vista significa necessariamente, purtroppo, far salire quelle emozioni necrotiche, deformi, oramai aborti, aberrazioni che rischiano di mandare in cancrena qualsiasi tentativo d'imitare una buona intenzione. Squagliata come corrosa dagli acidi di rancore che secerne Feandil quando suona. E il bello è che lo so che funziona così, ormai me lo aspetto. Son consapevole, quando mi faccio la domanda, so già dove andrò a finire, ne sono rassegnato. Dopo un po' diventa inutile far finta di nulla. Perché la verità è che, come al solito, le cose non vanno giù lisce, non passano inosservate, neanche se catalogate come "la solita questione"; spesso non basta. Mi sale allora l'odio, ormai gli ho dato il via, non lo fermo. Da dove viene quest'orrore. Ma è semplice. Viene perché so che adesso c'è un tizio che ha fatto una cosa male, e per questo ha un sacco di soldi e la libertà che cerco. Cosa gli farei non è dato saperlo a chi ragiona come un essere umano e non come un barbaro. Ma, d'altronde, dopo un po' arrivo a capire che non è colpa sua, lui ha trovato un posto libero, finché non lo estorce a nessuno va bene, perché i soldi nella sua professione (di solito artistica o commerciale) non corrispondono al MERITO o alle CAPACITÀ ma solo a CHI AZZECCA IL POSTO LIBERO PER PRIMO, guadagnandosi la spesa della gente.
Già, non è colpa sua, anche se la gente lo paga anche se non se lo Merita, in fondo non merita nemmeno il contrario. Allora perché odio ancora? Infatti il mio volto è ancora quello di un cane incazzato, il mio portamento gobbo che nascondo appena mi vede qualcuno mi fa sembrare, a me stesso, un mostro.
So che se lui è libero senza avere più meriti di me, anche io dovrei essere libero. Che la gente gli dia tutta l'anima, se lo desidera, chi cerca la morte se la merita e se la procura. Ma io che cazzo c'entro? Perché se voi animali siete tutti schiavi, lo devo essere anche io? Chi è il bastardo che ha deciso per me?
So che c'è un tizio che ha fatto una cosa fatta male, e così facendo mi sta distruggendo la vita, è lì e invece di fare quello per cui IO lo pago (insieme a tutti gli altri) fa di tutto per confondermi, per estorcermi, mi ricatta, mi sopprime ogni ribellione interna col sangue, con l'indifferenza, mi inganna. Soprattutto questo: mi inganna. È così che ci schiavizzano. Ogni volta che giro lo sguardo, un tranello si apre ai miei occhi, e più impari a non caderci più ti rendi conti di quanti siano, quanto siano pressanti, quanto siano così svianti. La testa gira, spinta a seguire una direzione ma con la sensazione di "ma dove sto andando? Wrong way, wrong way", la sensazione di andare al contrario del giusto è una sensazione orribile. D'altronde, significa essere schiavi, ed essere schiavi è una sensazione orribile.
Posso solo lottare. Posso solo cercare da me, da ME!, quelle cose che dovrebbero essere scontate, o così mi è stato detto: la verità me la cerco da me, figli di puttana, la libertà me la creo da me, figli di puttana, la dignità me la conservo da me, figli di puttana. Siccome se non fossi altruista non riuscirei ad odiare, quello che scopro, la strada che trovo e che provo e riprovo, la comunico. A buon intenditor, poche parole, ma buone. Lascio il vomito alle spalle, e se qualcuno vuole e riesce a vedere quel che vedo io, mi segua. Io gli dò l'input: poi sono affari suoi. Saranno affari miei il giorno che sarà anche lui al mio fianco.
 
 
Current Mood: enraged
 
 
 
 

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